Non sono

un'alga

Sono Posidonia oceanica: una pianta marina che vive soltanto nel Mediterraneo. 

Quelle foglie che vedi sulla battigia sono le mie.

 E stanno proteggendo questa spiaggia.

Campagna a cura di:

conservatoria logo modified

Ti sembro un problema. Sono una difesa

Quello che vedi sulla battigia non è sporcizia. Sono le mie foglie accumulate in banquette: una presenza naturale delle spiagge dove vivo.

Prima di rimuovermi, guarda cosa sto facendo.

non sono un'alga campagna sulla posidonia oceanica a cura dell'agenzia conservatoria delle coste della sardegna (3)

Sono uno scudo naturale della Costa

Quando il mare arriva a riva, la mia banquette smorza l’energia delle onde e aiuta la sabbia a restare al suo posto. Così la spiaggia resiste meglio all’erosione.

Questo è solo uno dei miei superpoteri

I miei Superpoteri

Dal mare alla costa, lavoro ogni giorno per proteggere la vita e l’equilibrio della costa.

Ecco cosa faccio ogni giorno per il mare e per te:

posidonia produce ossigeno

Produco ossigeno

Le mie foglie rilasciano ossigeno nell’acqua, ogni giorno, da millenni. 

È l’ossigeno con cui respirano i pesci che vivono qui.

posidonia protegge la costa

Difendo la spiaggia

La mia banquette sulla battigia attenua le onde e trattiene la sabbia.

E’ pulita e non serve rimuoverla: il mare e il vento la riprendono quando è il momento.

posidonia è una nursery per specie di pesci

Ospito la vita

Le mie foglie rilasciano ossigeno nell’acqua, ogni giorno, da millenni. 

Grazie a questo garantisco alimentazione e pesce in salute.

posidonia stocca carbonio nei suoi sedimenti

Trattengo carbonio

Nei miei strati di rizomi immagazzino carbonio per secoli.

Se mi porti via, torna in circolo.

Non sono un'alga campagna sulla posidonia oceanica a cura dell'agenzia conservatoria delle coste della sardegna

Perché dovrebbe interessarti?

Perché, mentre la costa arretra, io lavoro per proteggerla.
La banquette è lo strato naturale formato dalle mie foglie accumulate sulla riva: trattiene la sabbia, attenua l’energia delle onde e aiuta la spiaggia a resistere all’erosione.

Guarda cosa succede quando la costa è sotto pressione e cosa posso fare io, ogni giorno, per difenderla.

Senza banquette

L'onda arriva intera sull'arenile. Ogni mareggiata porta via un po' di sabbia, e la spiaggia arretra.

Con banquette

L'accumulo di foglie assorbe l'urto e trattiene il sedimento. La sabbia resta al suo posto.

Schema illustrativo, non in scala.

COSTE SOTTO PRESSIONE

ECCO COME INTERVENGO

116 km

di coste sarde in erosione, contro 58 in avanzamento: 84Km ad alta criticità

22 m

è la profondità media di una spiaggia sarda: poco più di un campo da tennis

40 kg

di sedimento trattenuto da 1 m3 di banquette di Posidonia oceanica

fino al 75%

di riduzione del movimento dell’acqua tra le foglie di Posidonia

Fonti: dati sull’erosione costiera in Sardegna: ISPRA, Portale delle Coste e Dissesto idrogeologico in Italia, ed. 2021. Ritenzione del sedimento e riduzione dell’idrodinamismo: ISPRA, Formazione e gestione delle banquettes di Posidonia oceanica sugli arenili, Manuali e Linee Guida 55/2010; dato ripreso nella circolare del Ministero dell’Ambiente n. 8123/2006.

Perché non sono un'alga?

Nonostante molti mi scambino per un’alga, non lo sono.
Sono Posidonia oceanica, una vera pianta marina.

La banquette è lo strato naturale formato dalle mie foglie accumulate sulla riva: trattiene la sabbia, attenua l’energia delle onde e aiuta la spiaggia a resistere all’erosione.

Ma allora, che differenza c’è tra me e un’alga? Scopri perché sono una vera pianta.

Un'alga
disco di attacco non è una radice tallo nessun fusto

Si aggrappa allo scoglio con un piccolo disco. Non ha radici, né fusto, né fiori: assorbe tutto direttamente dall'acqua.

Posidonia oceanica
foglie fino a 1 metro fiore e poi frutto rizoma cresce 7 cm l'anno radici

Ha radici che la ancorano al fondale, un fusto orizzontale detto rizoma, foglie lunghe fino a oltre un metro, e produce fiori e frutti.

Schema illustrativo, non in scala. Dato sulla crescita dei rizomi: ISPRA, Manuali e Linee Guida 55/2010.

Campagne

Conoscere è il primo passo per proteggere. Per questo porto il mio messaggio nelle spiagge, nelle scuole e tra le comunità.

Scopri le campagne in corso e partecipa anche tu:

non sono un'alga campagna istituzionale sulla posidonia oceanica (6)

Non sono un'alga

La campagna estiva per i Comuni costieri della Sardegna: un kit di comunicazione digitale e gadget per raccontare la Posidonia e aiutare cittadini e visitatori a riconoscerne il valore.
non sono un'alga campagna istituzionale sulla posidonia oceanica (2)

Contest creativo con le scuole

Un concorso dedicato alle scuole primarie della Sardegna per conoscere gli habitat costieri, raccontarli con creatività e imparare a proteggerli.
non sono un'alga campagna istituzionale sulla posidonia oceanica (1)

Pulizia delle Coste

Azioni di pulizia e sensibilizzazione sulle spiagge per conoscere gli habitat costieri e cambiare sguardo su ciò che spesso viene percepito come un problema, a partire dalla Posidonia.
non sono un'alga campagna istituzionale sulla posidonia oceanica (6)

Non sono un'alga

La campagna estiva per i Comuni costieri della Sardegna: un kit di comunicazione digitale e gadget per raccontare la Posidonia e aiutare cittadini e visitatori a riconoscerne il valore.
non sono un'alga campagna istituzionale sulla posidonia oceanica (2)

Concorso per le scuole

Un concorso dedicato alle scuole primarie della Sardegna per conoscere gli habitat costieri, raccontarli con creatività e imparare a proteggerli.
non sono un'alga campagna istituzionale sulla posidonia oceanica (1)

Pulizia delle coste

Azioni di pulizia e sensibilizzazione sulle spiagge per conoscere gli habitat costieri e cambiare sguardo su ciò che spesso viene percepito come un problema, a partire dalla Posidonia.

Resta con me tutto l'anno

Dall’autunno alla primavera entro nelle scuole, a maggio torno sulle spiagge e da giugno coinvolgo Comuni, cittadini e visitatori. 

Se sei un comune costiero, un’istituto scolastico o un’associazione impegnato sui temi dell’ambiente e del mare, puoi ricevere gli aggiornamenti sulle prossime iniziative o scrivimi se vuoi partecipare e saperne di più.

Scopri le campagne e partecipa anche tu:

Chi c’è dietro la campagna “Non sono un’alga”

 

A dare voce alla mia storia è chi si prende cura delle coste della Sardegna

“Non sono un'alga" è una campagna ideata e curata dall’Agenzia Conservatoria delle Coste della Sardegna – Regione Autonoma della Sardegna, in collaborazione con Sémata Società Cooperativa.

Nasce per raccontare il valore della Posidonia oceanica e degli habitat costieri, cambiare la percezione delle banquette sulle spiagge e coinvolgere Comuni, scuole e cittadini nella conoscenza e nella tutela della costa.

non sono un'alga campagna istituzionale sulla posidonia oceanica (3)

HAI ANCORA QUALCHE DUBBIO?

Banquette, foglie sulla spiaggia, pulizia, erosione: su di me circolano ancora molti equivoci.


Qui trovi le risposte alle domande più frequenti e qualche falso mito da sfatare.

Domande frequenti (e falsi miti)

«È un'alga come tutte le altre»

Non lo sono. Sono una pianta a tutti gli effetti: ho radici che mi ancorano al fondale, un fusto, foglie lunghe fino a oltre un metro, e produco fiori e frutti. Le alghe non hanno nulla di tutto questo. E vivo soltanto nel Mediterraneo: in nessun altro mare del mondo.

«Quella roba sulla battigia è sporcizia»

Sono le mie foglie vecchie, che perdo come fa ogni pianta, e che il mare porta a riva. Si chiamano banquette. Insieme alle foglie c'è la sabbia della spiaggia stessa: non è materiale estraneo arrivato da fuori, è la spiaggia che si riorganizza.

«Se c'è vuol dire che il mare è inquinato»

È esattamente il contrario. Sono sensibile alla torbidità dell'acqua e all'inquinamento: dove l'acqua è compromessa, io scompaio. Trovarmi sulla battigia è un segnale che al largo la prateria è viva e che quel mare è in buona salute.

«Ma non è vero che a volte odora?»

Sì, è vero, e non ha senso negarlo. Quando le foglie si decompongono può svilupparsi odore, soprattutto se l'accumulo resta fermo a lungo e bagnato. È un processo naturale e temporaneo, non un segnale di contaminazione. Riconoscerlo è diverso dal considerarmi un rifiuto.

«Toglierla rende la spiaggia più bella»

Più bella per qualche settimana, più piccola per sempre. Un solo metro cubo di banquette trattiene circa 40 kg di sedimento: quando mi si porta via, quella sabbia se ne va insieme a me. E la battigia resta esposta alle mareggiate dell'inverno successivo.

«Se non la si toglie, resta lì per sempre?»

No. Il moto ondoso e il vento rimodellano gli accumuli e li riportano gradualmente in mare, dove il materiale rientra nel ciclo naturale dei nutrienti costieri. Lasciarmi dove sono non significa avermi addosso per sempre: significa lasciare che il mare faccia il suo lavoro.

«Sono solo foglie morte, non servono più a niente»

Anche da secche continuo a lavorare. L'accumulo assorbe l'energia delle onde prima che raggiunga l'arenile e trattiene il sedimento a riva. E offre riparo e nutrimento a moltissimi piccoli organismi della zona di battigia, che a loro volta sono cibo per i pesci giovani.

«Posso portarmene via un po'?»

Meglio di no. Ogni prelievo sottrae sedimento all'arenile, e la spiaggia è un bene pubblico soggetto a tutela: la raccolta e l'asporto di materiale dal litorale sono regolati. Se hai bisogno di sapere cosa è consentito nel tuo comune, chiedi all'amministrazione competente.

«La Posidonia è una specie protetta?»

Sì. Le praterie di Posidonia oceanica sono riconosciute come habitat prioritario dalla Direttiva europea Habitat (92/43/CEE). Tutelarmi non è quindi una scelta discrezionale: è un obbligo che discende dal diritto europeo.

«Ricresce in fretta, se sparisce si ripianta»

I miei rizomi crescono di circa 7 centimetri all'anno, e la struttura compatta che formo sul fondale può raggiungere i 6 metri di altezza. Fai il conto: quello che si distrugge in una giornata richiede secoli per tornare. Non sono un prato che si risemina.

«Un metro quadro di Posidonia produce più ossigeno di una foresta»

Questo confronto circola in decine di versioni diverse, con cifre che cambiano di cinque volte da una fonte all'altra, e non è riconducibile a uno studio verificabile. Preferiamo non usarlo. Quello che è certo è che le mie foglie rilasciano ossigeno nell'acqua e che le praterie sono tra gli ambienti più produttivi del Mediterraneo: non serve gonfiare il dato per rendere l'idea.

«Cosa sono le palline marroni sulla sabbia?»

Si chiamano egagropili, o palle di mare. Sono le mie fibre che il moto ondoso arrotola su sé stesse fino a formare sfere compatte. Non sono rifiuti né escrementi: sono uno dei pochi oggetti che il mare costruisce da solo, e la loro forma quasi perfetta è dovuta soltanto al rotolamento sul fondale.

«L'acqua vicino alla banquette è sporca, si vede dal colore»

Il colore ambrato viene dalle sostanze organiche che le foglie rilasciano decomponendosi, un po' come il tè che colora l'acqua. È una colorazione naturale e temporanea, non torbidità da inquinamento. Sparisce da sola quando la corrente ricambia l'acqua sotto riva.

«Ci sono insetti dentro? Le pulci di mare pungono?»

Quelli che saltano quando smuovi le foglie sono piccoli crostacei, non insetti e non parassiti: si nutrono di materiale in decomposizione e non pungono né trasmettono nulla. Sono l'anello che collega le mie foglie ai pesci giovani che si alimentano sotto riva.

«Posso farci il bagno? Posso camminarci sopra?»

Il bagno sì, tranquillamente: occupo la battigia, non tutta la spiaggia, e spesso basta spostarsi di qualche metro per trovare un accesso libero. Camminarci sopra è meglio evitarlo: la struttura a strati alternati di foglie e sabbia è proprio ciò che mi rende efficace, e calpestandola si compatta e si disfa.

«Perché su alcune spiagge c'è e su altre no?»

Dipende da come è fatta la costa. Gli accumuli si formano dove la conformazione del litorale e l'esposizione alle correnti li trattengono, e possono raggiungere i due metri di altezza e svilupparsi per centinaia di metri. Altrove il materiale passa e non si deposita. Non è un segnale di trascuratezza della spiaggia: è geografia.

«Tanto sono tutte alghe uguali, anche quelle invasive»

No, e la differenza è importante. Nel Mediterraneo esistono alghe aliene invasive, arrivate da altri mari, che competono con me e possono sostituirmi dove sono indebolita. Io sono una specie autoctona e protetta; loro sono un problema ecologico. Confonderci porta a trattare allo stesso modo cose opposte.

«È vero che fiorisci?»

Sì, anche se non capita ogni anno. Produco fiori poco appariscenti e poi frutti galleggianti, che qualcuno raccoglie sulla battigia scambiandoli per olive. È la prova più semplice che non sono un'alga: nessuna alga fiorisce.

«Lasciarla in spiaggia danneggia il turismo»

Il danno vero al turismo è la spiaggia che si accorcia. In Sardegna le coste in arretramento superano ancora quelle in avanzamento, e dove il litorale è stato recuperato lo si è fatto con ripascimenti, cioè riportando sabbia a spese pubbliche. Io faccio gratuitamente una parte dello stesso lavoro. Rimuovermi ogni anno significa pagare due volte.

«Il mio comune la rimuove: cosa posso fare?»

La gestione degli accumuli è regolata e spetta alle amministrazioni competenti, che valutano caso per caso: non tutte le rimozioni sono uguali, e alcune prevedono la separazione e il ritorno della sabbia sull'arenile. Se vuoi capire come viene gestita la tua spiaggia, la strada è chiedere al Comune. E parlarne: la maggior parte delle rimozioni nasce dalla convinzione che io sia sporcizia.